Orologi, bizzarrie e altro – by Mauro Negro

Trizio – Radio e Sempronio

Orologi dal carattere profondo

Se portate il vostro orologio dal riparatore e costui vi dice :

- ah ma questo è … alluminato di stronzio !! –

non rispondete :

- NOOO ! credevo fosse un bel pezzo.

 

Cos’è un orologio subacqueo ?

L’Orologeria G. Panerai & C. è, specializzata nella produzione di orologi subacquei, originariamente per palombari, contraddistinti da elevata raffinatezza tecnologica.

La caratteristica distintiva dei modelli Panerai è il fatto di riprodurre gli stessi orologi di cui si serviva la marina militare italiana (e non solo) negli anni Trenta, Quaranta e oltre, del XX secolo.. Venne fondata nel 1860 a Firenze da Giovanni Panerai (1825-1897) che aprì sul Ponte delle Grazie una piccola attività di lavorazioni meccaniche d’alta precisione e di orologeria. Negli anni seguenti, con la scomparsa di Giovanni Panerai, il nipote Guido prese in mano le redini dell’azienda e si trasferì nella sede “storica” in Piazza S. Giovanni di fronte al Battistero, nel palazzo Arcivescovile. L’orologeria Svizzera (sì sì è proprio così ) nome attribuito a Guido diventa concessionaria Rolex con la quale si creò un rapporto esclusivo e privilegiato che aiutò a costruire i primi orologi Panerai. Guido Panerai era un uomo ricco di inventiva, frequentò l’accademia delle belle arti ed era anche un pittore di talento. Giuseppe era una persona geniale, un uomo appassionato del proprio lavoro, inventò e brevettò le più disparate cose, ma l’invenzione della “svolta” fu quella del procedimento Radiomir. Questo era un procedimento per rendere autoluminosi quadranti di strumenti, congegni di mira e reticoli per cannocchiali. Il procedimento ottenuto impiegando una miscela di fosforo e materiale radioattivo in pasta, veniva introdotta in alveoli ricavati nel materiale costituente il quadrante dello strumento o il reticolo del cannocchiale, oppure in tubetti di materiale trasparente. Il Radiomir portò l’attenzione della Regia Marina verso quest’azienda, celebri i traguardi autoluminosi dei MAS ed i sistemi di puntamento per cannoni. Negli anni seguenti le attività dell’azienda divennero totalmente condizionate dalle necessità della Regia Marina. Nel 1936 il primo gruppo sommergibili della Regia Marina richiede alle officine Panerai un orologio da polso in grado di affrontare le immersioni in mare e che offra visibilità in acque profonde e non limpide, nasce l’orologio poi chiamato Radiomir.

Il radio (dal latino radius, raggio) è l’elemento chimico di numero atomico 88 e il suo nome deriva dal fatto di essere uno degli elementi più radioattivi conosciuti. Di colore bianco, annerisce per esposizione all’aria probabilmente per formazione di nitruro. Il radio è luminescente ( con un debole bagliore blu ), e si corrode in acqua per formare idrossido di radio. È leggermente più volatile del bario.

A sinistra: Quadrante di orologio anni ’50 verniciato con una vernice radioluminescente

Era usato in passato nelle vernici luminescenti per quadranti e lancette di orologi, sveglie e strumentazione varia. L’energia prodotta dal decadimento del radio può ionizzare i gas, impressionare le lastre fotografiche. L’inalazione e l’ingestione del radio, nonché l’esposizione in genere ad esso possono provocare il cancro. Il radio va conservato in un ambiente sufficientemente ventilato per evitare l’accumularsi del radon. L’aver maneggiato radio per anni è ritenuta la causa della prematura morte di Marie Curie. Durante gli anni trenta si scoprì che i lavoratori esposti al radio nelle fabbriche che usavano vernice luminescente si ammalavano gravemente, per lo più di anemia e cancro alle ossa: in seguito a queste evidenze cliniche l’uso del radio declinò rapidamente. Oltre 100 ex-pittori di lancette di orologi, che usavano le loro labbra per fare la punta al pennello, morirono per le radiazioni: poco dopo, gli effetti nocivi delle radiazioni iniziarono ad essere pubblicizzati. Gli oggetti verniciati con vernice al radio possono essere pericolosi ancora oggi e devono essere maneggiati con la dovuta cautela. Attualmente, per vernici luminescenti viene usato trizio al posto del radio.

Vennero approntati ovviamente dei prototipi.

Ed anche con quadrante d’ispirazione California dial, ovvero la metà superiore con numeri romani e la metà inferiore con numeri arabi.

Mah … de gustibus ! !

Poi, il celeberrimo e definitivo quadrante con cifre arabe ai punti cardinali e indici a barretta, il quadrante composito in bachelite, fissato al fondo in ottone tramite 2 rivetti ben visibili al centro del quadrante stesso.

Nel 1938 iniziarono le prime forniture alla Regia Marina. Il quadrante a sandwich detto anche modello Parigi (ma non è la città ! ! è il nome del suo inventore) cioè composto da due parti, la parte inferiore era uno “scatolino” che conteneva la miscela al radio (contenuta da un velo di plexi) e la parte superiore con i numeri e gli indici traforati. La cassa è in acciaio a forma di cuscino ( o con termine francese “ tonneau ” = botte ) di ben 47mm ! ! , con anse saldate a filo, corona a vite con inciso il marchio della casa svizzera.

Il vetro è una specie di plexi, chiamato Perspex di circa 4 mm di spessore. Questi orologi sono al polso, durante la seconda guerra mondiale, dei marinai dei mezzi d’assalto della Xª Flottiglia MAS e del gruppo Gamma. Sono parte dell’equipaggiamento individuale insieme a bussole e profondimetri ed erano al polso di Luigi Durand De La Penne Medaglia d’Oro al Valor Militare ed al suo secondo MOVM Emilio Bianchi, una delle 3 coppie di assaltatori della X ª MAS della Regia Marina che a bordo del famigerato “Maiale” (SLC Siluro a Lenta Corsa) nel dicembre del 1941 sferrarono un attacco alla marina britannica nel munito porto di Alessandria d’Egitto affondando le 2 navi ammiraglie della flotta inglese nel Mediterraneo. Erano al polso del rimpianto presidente dell’Ass. combattenti Xª Flottiglia MASLuigi Ferraro nella primavera del 43 affondava 4 navi al largo del porto di Alessandretta (Turchia). Erano al polso di Licio Visentini altra Medaglia d’Oro della Xª MAS mentre dal ventre della nave Olterra usciva con il suo SLC all’attacco del porto di Gibilterra fino al sacrificio.

Sono stati assegnati anche a soldati di altre nazioni,i Kampfschwimmer tedeschi della KM, che si addestrarono dai Gamma della Xª Flottiglia in Italia. Questi orologi erano privi di dicitura sul quadrante, anonimi.

I cinturini erano in pelle fustellata e di lunghe dimensioni per essere indossati sopra la muta, con una fibbia ad ardiglione opportunamente dimensionata. Oltre agli orologi fornisce altri oggetti da polso quali bussole e profondimetri con varie scale per diversi usi, questi oggetti avevano un diametro di circa 70 mm, ora sono molto ricercati dai collezionisti.

Durante il conflitto, le “officine Panerai“ intensificarono i progetti per la Regia Marina, alcuni commercializzati o meglio venduti alla Marina stessa ed altri rimasti allo stato di prototipo. Questo è il caso del cronografo MARE NOSTRUM. Orologio realizzato in un paio di esemplari destinato agli ufficiali della Marina, vedrà la commercializzazione solo recentemente. A destra la foto di uno dei prototipi.

Sempre durante il conflitto venne evoluto soprattutto il progetto Radiomir, l’esperienza e l’utilizzo prolungato in ambienti ostili evidenziarono dove intervenire per migliorare: per prima cosa le anse a filo vennero abbandonate in quanto tendevano a dissaldarsi, piegarsi ed anche a strapparsi. Le anse le quali erano direttamente integrate alla cassa, quest’ultima maggiorata nelle dimensioni dello spessore della carrure, mantenendo però sempre la corona ed il fondello a vite di fornitura svizzera.

A volte però l’uso prolungato della corona (il vecchio calibro a carica manuale costringeva l’operatore a ricaricare l’orologio quotidianamente) usurava la guarnizione di tenuta della stessa e non garantiva quell’impermeabilità necessaria all’orologio che si allagava, questo inconveniente venne risolto con un brevetto che oggi è il marchio di fabbrica dei Panerai, stiamo parlando del ponte proteggi corona, una mezzaluna in acciaio con una leva eccentrica che serra la corona sempre alla stessa posizione e quindi non pressa in maniera diversa la guarnizione di tenuta della corona stessa, è un brevetto semplice ma efficace ed il suo disegno rende l’orologio inconfondibile (la tenuta stagna dell’orologio è di 20 atm pari a 200m). Questo dispositivo verrà brevettato solo nella seconda metà degli anni cinquanta ma il suo utilizzo era in opera già da oltre un decennio circa.

Altro intervento fu nella meccanica, fu affiancato un movimento Angelus240, 16 linee e 15 rubini, perché questo aveva una riserva di carica di 8 giorni, così facendo la corona di carica veniva svitata solamente una volta a settimana e la relativa guarnizione di tenuta era meno sollecitata a pressioni e fu inserito un contasecondi ad ore 9.

Nel dopoguerra la collaborazione con la neonata Marina Militare Italiana continuò, vennero richieste nuove forniture da affidare ai propri reparti speciali, oltre agli orologi, bussole, profondimetri e torce, e il coltello costruito su specifiche del neonato Comsubin.

….tuttavia un elemento distintivo degli orologi Panerai non poteva più essere usato perché considerato altamente nocivo, il Radiomir, venne così studiata una miscela a base di trizio che venne chiamata LUMINOR che sostituì anche la dicitura sui quadranti stessi.

Il Tizio ? no il trizio

Cos’ è ? Il trizio (simbolo 3H o T, detto anche idrogeno-3) è un isotopo radioattivo (radionuclide) dell’idrogeno con un nucleo formato da un protone e due neutroni. In condizioni standard di pressione e temperatura il trizio forma un gas di molecole biatomiche (T2). Essendo radioattivo, decade emettendo elettroni (β) in elio-3: La radiazione beta a bassa energia emessa dal decadimento non può penetrare la pelle umana e quindi il trizio è dannoso solo se ingerito od inalato. Si trova in natura, nonostante sia radioattivo e di vita media breve, in quanto viene continuamente prodotto nell’alta atmosfera dall’interazione dei raggi cosmici con l’azoto atmosferico, forma però il composto T2O chiamato comunemente acqua superpesante che è difficile da separare ed è altamente instabile. Il trizio se eccitato con fosforo viene usato per attuali orologi radioluminescenti, in questa applicazione è sigillato da borosilicati per minimizzare le radiazioni. Così in orologeria, è stato usato per rendere visibile gli indici orari dei quadranti, inizialmente dal produttore italiano Panerai. Attualmente è ancora utilizzato in ambito militare.

Non solo la Marina Militare italiana ma nella prima metà degli anni cinquanta, fu l’Egitto con la sua Marina a chiedere una fornitura speciale di orologi e di strumenti da polso (questo perché le due Marine erano a stretto contatto tra loro). Vennero prodotti circa 30 esemplari, i collezionisti lo ribattezzano Egiziano piccolo.

Nel 1956, sempre la Marina Egiziana richiede un’altra fornitura alla Panerai con specifiche di tenuta maggiori rispetto alla precedente, l’utilizzo del ponte proteggicorona e l’aggiunta di una ghiera girevole con scatti di 5 min in 5 min (brevettata) per il calcolo dei tempi di immersione, le sue dimensioni erano mastodontiche ben 60mm di diametro senza contare le anse e il ponte proteggi corona, il fondello era serrato alla lunetta interna alla ghiera girevole da 6 viti antimagnetiche

Il vetro plexi dell’egiziano grosso è particolare, presenta un dente che pressa la guarnizione di tenuta ed il tutto è racchiuso dalla ghiera/lunetta fissata dal fondello tramite le 6 viti passanti alla cassa stessa.

Negli anni sessanta anche la Marina Israeliana chiede forniture alla Panerai (ricordiamo che i due paesi erano ai ferri corti tra di loro e che reparti speciali di entrambi si addestravano presso gli incursori Italiani utilizzando le stesse tecniche e forniture, logicamente in tempi diversi). Venne studiato per gli Israeliani un prototipo a doppio ponte, dove il secondo ponte a mezzaluna serve a bloccare la ghiera girevole tramite una levetta. Tale progetto rimane solo sottoforma di prototipo, se ne conoscono un paio di esemplari.

Nel 1972 muore Giuseppe Panerai e la denominazione diventa Officine Panerai Srl, l’azienda che prima era conduzione famigliare cambia ragione sociale e il suo neo direttore è un giovane ufficiale della Marina Militare Italiana, l’ing. Dino Zei (che gestirà l’azienda per alcuni decenni) proviene dal reparto del COMSUBIN ed ha lavorato a stretto contato con Giuseppe e da lui ha imparato a condurre l’azienda e sarà proprio il volere di Giuseppe a portarlo alla guida delle Officine Panerai. In questi primi anni settanta le forniture alla Marina Militare proseguono copiose e si studiano nuovi prodotti che rispondono positivamente alle esigenze di un reparto così particolare qual è il raggruppamento Teseo Tesei (nome che viene dal progettista del SLC e Ufficiale della Xª MAS morto in azione nel luglio del 41 a Malta e medaglia d’oro alla memoria). L’evoluzione porta un nuovo brevetto di autoluminescenza chiamato TRASER, erano delle micro ampolle contenenti del gas di trizio. Per la realizzazione del TRASER i tecnici Panerai si ispirarono al loro primo famoso brevetto: il Radiomir, allora nelle ampolle c’era la miscela di radio, ora gas di trizio.

Anche i profondimetri avranno delle modifiche, dal sistema a “Bourdon” (nome derivante dal suo inventore) si passerà al sistema a membrana.

Un “vecchio profondimetro” al Radiomir a quadrante fisso, anni cinquanta e la sua indicazione è a 50m, per palombari abituati a profondità maggiori rispetto agli operatori di SLC o ai gamma che utilizzano il sistema di respirazione ARO, dove il circuito chiuso e l’utilizzo dell’ossigeno puro a grandi profondità è praticamente letale.

Ed ecco un “vecchio profondimetro” a membrana con indicazione a lancetta e quadrante al luminor fisso, Oltre agli oggetti da polso vi sono le torce per l’utilizzo subacqueo, un esemplare con testa cambia colori, e con un dispositivo di compensazione manometrica che impediva di accendersi o spegnersi al cambiare della pressione subacquea.

La torcia di forma classica, come fonte di luce utilizza un brevetto Panerai di nome Elux, dove la classica lampadina è sostituita da un disco elettroluminescente alimentato a bassa tensione ma a frequenza molto alta, il disco si illumina ed emette una luce biancastra. Il corpo della torcia è ricoperto di gomma antiscivolo ed il dispositivo di accensione ha la possibilità di essere bloccato per non subire la pressione delle profondità marine.

Nella seconda metà degli anni ottanta fu progettato un orologio per le grandi profondità, impermeabile a 1000mt, in titanio con movimento ETA automatico e indicazioni ore, minuti e secondi, il quadrante era trattato al trizio e presentava i classici numeri arabi al 3, 6, 9 e 12 ed oltre agli indici a barretta aveva anche la minuteria sull’esterno del quadrante, ed il marchio OP faceva la sua comparsa per la prima volta su un segnatempo della casa, mentre le lancette delle ore e dei minuti avevano i Traser al posto del classico trizio, questo orologio rimarrà solo allo stato di prototipo.

Data fondamentale per la casa produttrice è il 1997, quando la proprietà passa di mano, diventa svizzera e porta la produzione da poche centinaia di pezzi annuali alle decine di migliaia attuali.

E l’arrivo della luminosa.

A partire dal 1998, sostenuto da leggi specifiche,viene utilizzato la ” Luminova”, che e’ un materiale non radioattivo. Un po’ più tardi (2000), una versione migliorata è stata introdotta la “Superluminova”.
Il vantaggio delle materie prime luminose contenenti materiale radioattivo era la loro luminosità, d’altra parte, il loro svantaggio è che il loro decadimento radioattivo oltre ad essere pericoloso, dopo alcuni anni riduce rapidamente  la quantità di luminosità. Oggi pochi orologi prodotti nel passato possono essere trovati con il loro materiale trizio ancora funzionale. La maggior parte di queste vecchie produzioni non hanno più luminescenza.

Invece la Super-LumiNova è un particolare prodotto luminescente fatto di alluminato di stronzio con pigmenti non radioattivi e non tossici.

Ma cos’ è lo stronzio ?

Non rispondete il compagnio di banchio che non passia il compito.

Un minerale debolmente radioattivo che si ricava da rocce estratte in zone minerarie molto antiche. Il nome viene da Strontiam : antico nome della Scozia.

Non era simpatico andare in giro con un orologio con sopra scritto “contiene stronzio” . per cui hanno scelto il nome luminova.

La Luminova e/o la Superluminova splende sempre, ma deve essere “caricata” prima che possa brillare, esponendola ad una forte sorgente di luce, inizialmente è più luminoso di un orologio con  trizio nuovo ma la luminosità diminuisce rapidamente con il trascorrere del tempo.

Come riconoscerli ?

Sul quadrante ( se di manifattura svizzera ) è sempre riportata una scritta

La stampa sui quadranti ci permettono di individuare facilmente quale materiale è stato utilizzato:

SWISS : materiale luminoso “RADIUM” usato fino al 1960. Radioattivo.

SWISS – T < 25 :materiale luminoso TRIZIO usato dal 1960 al 1998. Radioattività inferiore 25mCi = 25 milli Curie : (vecchia) unità di misura della radioattività pari a 925 MBq ( = Mega Bequerel nuova unità )

T SWISS T : materiale luminoso “ TRIZIO ” usato dal 1960 al 1998. Radioattività inferiore a 277 MBq (7,5mCi)

SWISS : materiale luminoso “SUPERLUMINOVA” usato dal 1998 al 2000. Non Radioattivo.

Talvolta L – SWISS per non confonderlo con il primo caso

SWISS MADE : materiale luminoso SUPERLUMINOVA usato dal 2000 in poi. Non Radioattivo.

Come dire : Qui si vendono lucciole per lanterne

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