Le uova dei Romanov. Rasputin

Pietre maledette :
edizione straordinaria di
“ Alchimia, oroscopi e pietre preziose ”
by Mauro Negro

Li hanno chiamati “i gioielli insanguinati dei  Romanov”.
La motivazione è duplice, secondo l’interpretazione che si dà dell’espressione verbale.
“Insanguinati” è il termine ambiguo: lo furono, dal punto di vista dei nemici della famiglia imperiale, perché acquisiti col denaro derivato dallo sfruttamento delle masse, dal sangue dei poveri e dei lavoratori, dei servi della gleba, durante secoli di abusi e di speculazioni, di tassazioni inique. Ma lo furono anche, a ben guardare, perché furono lavati nel sangue dei loro proprietari, che fuggendo davanti alla rivoluzione li portarono per la maggior parte con sé ma non riuscirono a salvarsi né a salvarli.

Circondati da storie fantasiose e leggende, i gioielli della Casa regnante di Russia,splendidi e complicati, insoliti ed eccezionali,subito dopo l’eccidio di Jekaterinenburg furono dispersi finendo in tutte le più lontane parti del mondo, e solo da poco, per una paziente opera filologica attuata da studiosi dei gioielli storici e d’epoca, si ricomincia a rinvenire qualche pezzo che viene riconosciuto come appartenuto a questo o a quel personaggio che fece parte della storia russa, particolarmente dell’ultimo periodo dell’Impero, prima della morte dell’ultimo Zar e della sua famiglia.

L’ argomento è appassionante, e ciò che rimane realmente o anche solo in immagine aiuta a ricostruire epoche lontane il cui fascino,  di là dalla valutazione critica sul piano storico, è innegabile,

Nella foto a sinistra il diadema donato dallo Zar Alessandro II alla figlia Maria Alexandrovna
in occasione del suo matrimonio nel 1874.

UN TIPO SPECIALE DI OGGETTI  PREZIOSI

Fra gli oggetti eseguiti per la famiglia Romanov un posto particolare occupano certamente le creazioni realizzate dal gioielliere Fabergé in occasione della Pasqua.
La Pasqua è la festa più importante della religione ortodossa. Dovrebbe esserlo anche di quella cattolica. È la vittoria della resurrezione sulla morte.
Era così la vera  tradizione russa offrire o donare, in occasione della Pasqua, uova dipinte.
L’Uovo rappresentava un antico simbolo dell’inizio della vita: donandolo, si intendeva augurare la rinascita alla vita spirituale, rinvigorita e fortificata dall’evento pasquale.

Da tempo inoltre si erano fatte realizzare uova di porcellana e di ceramica. Già preziosi di per sé. Ma ..
Lo Zar Nicola II chiese al gioielliere di Corte Fabergé di realizzare un uovo in oro e pietre preziose, ed egli gli rispose che “sarebbe stato soddisfatto”.
Prima della Pasqua, e di ogni Pasqua che sarebbe venuta sino al 1916, Fabergé creò per la Zarina e per l’Imperatrice vedova a cui lo Zar Nicola II le dedicava,splendide originalissime uova in oro, smalto e pietre preziose, che si aprivano svelando nel loro interno altri straordinari oggetti altrettanto preziosi,e che finirono per diventare una vera collezione.

A destra l’Uovo  di Fabergè del 15° Anniversario Pasqua 1911
con i ritratti della famiglia imperiale.

Sotto l’Uovo dei Mughetti, sempre di Fabergè, donato da Nicola II ad Alexandra nel 1898, il quale, come sorpresa ha le tre foto di Nicola II e delle due prime figlie, che mediante un piccolo pulsante possono fuoriuscire dall’uovo o rientrarvi.

Anche di queste meraviglie molte sono andate disperse, alcune sono ricomparse dopo molti anni,acquistate da collezionisti ed estimatori, ma delle altre si ignora la fine.

Le uova di Fabergé sono così chiamate  perché  furono ideate e realizzate nel suo atelier di Mosca. Ma in realtà esse recano all’interno la firma degli artisti che, per conto di Fabergé, le realizzarono con un gusto squisito, riproducendo sull’avorio le sembianze dei componenti della famiglia imperiale.
All’interno , là dove si aprono per celare una sorpresa, sono tutte foderate di velluto.

A destra l’Uovo di Pasqua Fabergè del 1897 donato da Nicola II alla consorte Alexandra (Forbes Magazine Collection).

A sinistra l’Uovo del Kremlino Fabergè di Pasqua 1906, in onice bianco, smalti, oro e piccole pietre preziose (Museo delle Armi del Kremlino).

 

Sotto l’Uovo della Croce di S. Giorgio, Pasqua 1916, donato dallo Zar Nicola II e dai suoi fratelli alla madre.

Ma Fabergé non realizzò solo le Uova per la famiglia imperiale russa: portano la sua firma diademi, spille, tabacchiere, oggetti d’argento e oggettistica ornamentale d’argento e d’oro, come vasi e contenitori di vario genere, centrotavola, candelabri  ed altro ancora, che continuano ad affiorare dal passato e riemergono nelle più famose aste tenute da case come Christie’s e Sotheby, perché ogni tanto il bisogno di denaro costringe a far cambiare di mano oggetti preziosi di cui non si penserebbe mai di doversi separare.

Sotto l’Uovo dell’albero di arance.
Meccanismo musicale e apertura della sommità,
da cui esce un usignolo che scompare
automaticamente quando cessa la musica.
Oro, smalti e piccole pietre preziose.
Da Nicola II alla madre, Pasqua 1911.

La caduta dei Romanov è un’incredibile serie di avvenimenti che se da una parte riflettono una sorta di giustizia terrena dall’altra restano segnati da elementi di gande mistero e che bollare come coincidenze è ( forse ) riduttivo. Errori di valutazione, casi della vita, interventi soprannaturali ? boh.
Grigorij Efimovič Rasputin, più noto come Rasputin è stato un monaco russo. Ottenne una fama tale per i suoi presunti poteri curativi su malati terminali, che fu invitato addirittura in diverse occasioni alla corte dello zar. In una di queste occasioni fu presentato alla zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova, la quale rimase del tutto sedotta dal potere con cui Rasputin riuscì a salvare la vita all’erede al trono Aleksej Nikolaevič Romanov, affetto da emofilia. Da quel momento in poi la zarina nutrì totale fiducia a Rasputin come curatore e di conseguenza il monaco siberiano acquistò un potere tale al governo e tra la nobiltà russa da inimicarsi molti potenti principi come Feliks Jusupov, il quale lo fece uccidere.
Nato il 10 gennaio 1869 per anni condusse la vita dei contadini  siberiani, alternando il lavoro dei campi all’allevamento di cavalli e all’attività di vetturino. Dimostrò un’indole fortemente tesa alla spiritualità e al misticismo, fenomeno in realtà diffuso e frequente tra i popolani della Russia che non avevano conosciuto l’oppressione della servitù della gleba
Dopo essersi sposato ed aver avuto tre figli, ancora in giovane età intraprese lunghi pellegrinaggi, che lo condussero fino al Monte Athos ma nel 1905 approdò alla corte dello zar Nicola II: sospettato di aver aderito alla setta dei Khlysti, una congregazione clandestina di orgiastici che stigmatizzava gli eccessi di secolarità della Chiesa ortodossa e poi di aver frequentato il Movimento nazionalista dei veri russi, malgrado la mancanza di istruzione allestì una rete di relazioni di altissimo livello che in breve tempo lo condusse a corte, accompagnato dalla fama dei suoi poteri sciamanici.
Fu proprio grazie alla sua reputazione di guaritore che entrò in contatto con persone vicine alla famiglia imperiale, nella speranza che potesse essere di aiuto per contenere l’inguaribile emofilia di Aleksej, il piccolo zarevič ( figlio dello zar ed erede al trono ). ( primo elemento importante e curioso )
Piccolo OT
L’emofilia è una malattia ereditaria recessiva umana comportante una grave insufficienza nella coagulazione del sangue dovuta alla mancanza, totale o parziale, di alcune fattori proteiciL’emofilia colpisce quasi esclusivamente i maschi. Le poche donne affette sono o frutto di padre e madre ambedue emofilici, oppure di mutazioni genetiche dovuta a cause particolari. L’emofilia colpisce una persona su 10.000 ed è diffusa in tutto il mondo. Al momento sono circa 400.000 sul pianeta le persone diagnosticate, di cui circa 7.000 (calcolando anche patologie affini da carenze di fattori diversi) in Italia. Però il caso più famoso è della regina Vittoria di Inghilterra (1819-1901), la grande regina Vittoria e che era portatrice sana del morbo. Ebbe 9 figli e a causa dei matrimoni fu antenata di molti membri di famiglie reali e nobili europee; così diffuse la patologia fra i regnanti del tempo. Le conseguenze sulle case reali di Russia e Spagna comportarono la sparizione.  I discendenti della famiglia regnante britannica sfuggirono alla malattia in quanto Edoardo VII figlio di Vittoria e tutta la sua progenie per le leggi della genetica non ereditarono il gene difettoso.
Al primo incontro Rasputin riuscì ad ottenere qualche effetto sul piccolo malato, così lo zar e la zarina gli permisero di visitare la loro riservatissima casa.
Come fece ?
Secondo una teoria, Rasputin sarebbe riuscito ad interrompere le crisi emolitiche di Aleksej utilizzando un tipo di ipnosi che rallentava il battito del bambino, riducendo la pressione del sangue.
Invece più probabile, sembra che i medici di corte tentassero di guarire l’emofilia dello zarevic con l’aspirina che, se da un lato leniva i terribili dolori articolari di un bambino di, dall’altro acuiva le emorragie causate dall’emofilia: senza aspirina la salute di Aleksej migliorava e il merito veniva attribuito a Rasputin. ( secondo elemento importante e curioso )
L’ Aspirina era un farmaco nuovissimo tedesco che prometteva molto. Prima se si aveva mal di testa si usava.. ..  sapete cosa ?  La nitroglicerina. Sì proprio quella: l’esplosivo. Inventato dal torinese Ascanio Sobrero. Che se usato in forma solida si chiama dinamite. Invenzione dello svedese che viveva a sanremo : Alfredo Nobel.
È molto pericolosa ma non così come si vede nei film. Esplode solo in certe condizioni.   È chiaro che uno non doveva farsi saltare la testa doveva solo prendere una pasticca e lasciala sciogliere in bocca. Salterei dalla gioia. Ancora oggi in cardiologia si usa la nitroglicerina.
L’interesse per questa classe di molecole ha però origini molto remote. Erodoto nelle Storie narrava che esisteva un popolo stranamente più resistente di altri alle comuni malattie; tale popolo usava mangiare le foglie di salice. Ippocrate, considerato il padre della medicina, descrisse nel V secolo a.C. una polvere amara estratta dalla corteccia del salice che era utile per alleviare il dolore ed abbassare la febbre. Un rimedio simile è citato anche dai sumeri, dagli antichi egizi e dagli assiri. Anche i nativi americani lo conoscevano e lo usavano per curare mal di testa, febbre, dolori muscolari, reumatismi e brividi.
Il nome “aspirin”, ad indicare la propria produzione industriale di acido acetilsalicilico, fu brevettato dalla Bayer il 6 marzo 1899, componendo il prefisso “a-” (per il gruppo acetile) con “-spir-” (dal fiore Spiraea, da cui si ricava l’acido spireico, ovvero l’acido salicilico) e col suffisso “-in” (generalmente usato per i farmaci all’epoca).La Bayer perse tuttavia il diritto ad usare il proprio marchio in molte nazioni dopo che gli Alleati occuparono e rivendettero le sue proprietà dopo la prima guerra mondiale. Nel 1921 una sentenza della corte federale degli Stati Uniti fece di “aspirin” un nome generico non più soggetto a brevetto. L’aspirina, così come il nome eroina, non fu più un marchio registrato. In altre nazioni, tra cui l’Italia ed il Canada, il nome “Aspirina” è invece ancora un marchio registrato.e quindi non andrebbe usato però ormai è entrato nell’uso comune.
Ma come funziona ?
In una ricerca che valse il premio Nobel si dimostrò i meccanismi dell’organismo umano che bloccano la produzione delle prostaglandine e dei trombossani ad opera di un’inibizione enzimatica. L’inibizione avviene perché l’enzima cicloossigenasi – coinvolto nella loro sintesi – viene irreversibilmente acetilato appunto ad opera di una reazione coinvolgente l’acido acetilsalicilico, rendendolo non più funzionale. Le prostaglandine sono ormoni locali prodotti dal corpo ed assolvono a svariate funzioni, tra le quali vi sono la trasmissione del segnale del dolore al cervello e la modulazione della temperatura corporea a livello dell’ipotalamo. I trombossani sono coinvolti nel processo di coagulazione del sangue, essenziali quindi per l’emostasi. Gli attacchi cardiaci sono principalmente dovuti all’ostruzione dei vasi sanguigni da parte di grumi di sangue coagulato. L’uso di una piccola quantità di aspirina quotidianamente porta ad una riduzione del numero dei coaguli: molti farmaci costituiti da pasticche da 100mg di aspirina (Cardioaspirin) sono somministrati ad una parte delle persone anziane.
Quindi l’aspirina è un ottimo ( e pericoloso ) anticoagulante e vasodilatatore. Gli effetti collaterali più indesiderati – specialmente a stomaco vuoto – riguardano il tratto gastro-intestinale, dove si possono avere ulcere ed emorragie. Un altro effetto collaterale sgradito, dovuto proprio alle proprietà anticoagulanti, è l’aumento della perdita di sangue nelle donne durante le mestruazioni e il rischio di emorragia critica.
Tuttavia il 12 ottobre 1912: un telegramma della famiglia reale  lo informava dello zarevic ormai in punto di morte pare che Rasputin si sia immerso in preghiera per diverse ore nella sua casa in Siberia, cadendo in uno stato di trance. Terminate le preghiere, inviò un telegramma in cui assicurava la guarigione, cosa che effettivamente avvenne, dopo giorni di inutili cure mediche. ( terzo elemento importante e curioso )
Il suo carisma mistico esercitò sulla famiglia Romanov, e in particolar modo sulla zarina Alessandra, un’influenza così intensa da dare adito a molte congetture: si giunse al punto che le numerose segnalazioni sul suo intenso libertinaggio con le dame dell’aristocrazia venivano regolarmente smentite dalla coppia reale, talvolta anche con la punizione degli zelanti segnalatori. Rasputin, oltre che dare speranze alla famiglia imperiale circa una possibile guarigione del giovane Aleksej, sembrava andare incontro alle aspirazioni più intime dei sovrani. Infatti egli, essendo un semplice figlio delle campagne, rappresentava ciò che Nicola II e Aleksandra Fëdorovna avevano sempre desiderato: un contatto diretto con l’autentico popolo russo, senza intermediazioni di etichetta e convenzioni sociali.
In seguito alla sua stabilizzazione nella capitale, visto l’enorme ascendente che il contadino aveva sulla zarina, attorno a lui si creò una vasta rete di personaggi e politici, che in cambio di intercessioni alla sovrana erano disposti a soddisfare le richieste che Rasputin faceva loro da parte di migliaia di postulanti. Dalle campagne contadini e artigiani accorrevano chiedendo aiuto e intercessione a tal punto che l’appartamento era sempre affollato e il telefono squillava in continuazione. Nelle mani di Rasputin passavano centinaia di rubli, che egli indiscriminatamente distribuiva ai postulanti; richieste di denaro, di occupazione, e anche lamentele dalle campagne  che Rasputin faceva andare a buon fine.
Il resto dell’enorme quantità di denaro era spesa, come attestano i verbali di polizia, in locali notturni e in incontri con donne di ogni classe ed età: numerose sono le leggende circa la sua insaziabile libidine; la stampa pubblicava in continuazione scabrosi racconti di fantasia sulle sue leggendarie notti; ciò accrebbe le dicerie di una relazione con la sovrana. Sempre smentita è provato invece che, con il tempo, acquistò sempre maggiore influenza sulla zarina. ( quarto elemento importante e curioso )
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Rasputin si oppose fermamente all’entrata in guerra della Russia, e pronosticò che avrebbe portato immane disgrazia. Tuttavia, e questo è noto a pochi, ( quinto elemento curioso ) subì un attentato nel suo villaggio siberiano il 28 giugno, lo stesso giorno dell’omicidio di Sarajevo. Si limitò ad inviare un disperato telegramma ai sovrani ma lo zar stracciò il messaggio.  In quegli stessi giorni i tentativi di accordo personale fra lo zar e il cugino Kaiser di Germania ( sesto elemento curioso ) fallirono perché il ministro della Guerra russo riuscì ad ottenere dallo zar la mobilitazione su tutta la frontiera della Russia, costringendo  la Germania ad una mossa identica e mettendo in moto il meccanismo delle alleanze che condusse al conflitto.
Nel 1915, con la partenza dello zar per il fronte, le denunce di Rasputin contro le collusioni di ministri e alti funzionari si intensificarono. La zarina che assente lo zar deteneva il potere a san Pietroburgo, effettuò su suo consiglio continui e repentini cambi al vertice di governo. A questo punto si sospettò, che Rasputin avesse effetti sulle decisioni dei reali in tema di politica e venne accusato anche di corruzione e fu allontanato dalla residenza imperiale dallo stesso zar; però, le condizioni del piccolo Aleksej andavano peggiorando, così la zarina decise di rivolgersi a lui. La risposta fu che le condizioni di suo figlio sarebbero migliorate anche in sua assenza, cosa che effettivamente accadde !
Nel 1916, in piena crisi di governo – che Rasputin  aveva contribuito a creare – e tra le alterne fortune degli eserciti russi sul fronte orientale, una congiura ordita dal granduca Dmitrij Pavlovič, dal principe Feliks Jusupov e dal deputato Vladimir Puriškevič, decise di assassinarlo.
La sua morte fu romanzesca come la sua vita. ( settimo ed ultimo elemento curioso )
Fu avvelenato con il cianuro durante una cena a casa di Feliks Jusupov, una bottiglia di vino che bevve insieme ad altre ma dato che dopo ore dall’ingestione resisteva al veleno, i congiurati decisero di sparargli.
Nonostante fosse stato abbondantemente avvelenato e colpito da un colpo di pistola al fianco, Rasputin si riebbe; venne così colpito da un nuovo colpo alla schiena e, poi mentre veniva trascinato, fu finito con un colpo in fronte.
Il suo cadavere fu gettato nel fiume Moika, in piena notte nell’inverno russo ( minimo 15 sotto zero va bè l’acqua è più calda però .. ) ma riemerse il giorno dopo.
Secondo l’esito dell’autopsia (eseguita la notte del 20 dicembre dal professor Kosorotov e di cui si hanno gli atti ), fu riscontrata acqua nei polmoni, quindi nonostante il veleno e i colpi di pistola Rasputin fu gettato nell’acqua vivo, dimostrando un’inaspettata vitalità.
Come ha fatto a sopravvivere al veleno, ai colpi di pistola di cui uno in testa e al gelo ?
Oddio c’è sempre il fenomeno del Mitridatismo. Il termine deriva da Mitridate VI il Grande re del Ponto, il quale, temendo una cospirazione, chiese al medico di corte, Crautea, di preparargli degli antidoti. Crautea cominciò a somministrare a piccole dosi un miscuglio di una cinquantina di veleni, il che rese Mitridate immune a qualsiasi veleno allora conosciuto: quando, sconfitto da Pompeo Magno, decise di togliersi la vita, fu costretto a chiedere di essere pugnalato.
È il caso di dire :  Che sfortuna ! ! ( Ah ha ah scusate l’umorismo macabro  dovrebbe essere vietato…   ma non ho resistito )
E’ possibile che il cianuro addizionato a zuccheri abbia sviluppato cianidrine che sono commestibili e non danno avvelenamento. D’altra parte per chi non lo sapesse i cianuri sono usati anche in pasticceria. E i composti sono presenti in molte varietà di frutta. Sopratutto pesche e albicocche. In quantità piccolissima. È quello che da il sapore. Specie di mandorle.
Rasputin fu quindi sepolto, ma il suo corpo venne poi dissotterrato e bruciato ai bordi di una strada.
Non ci volle molto perché venissero presi provvedimenti contro i partecipanti del complotto, anche se  non venne svolto alcun processo. Jusupov fu mandato in “esilio in campagna”. Apparentemente a Dmitrij Pavlovič andò peggio: fu infatti inviato in Persia a combattere in prima linea. Questo perché la Turchia era alleata della Germania e aveva chiuso lo stretto dei Dardanelli affamando la Russia. Per un bizzarro gioco del destino, però, mentre la maggior parte dei membri della monarchia incorsero nella rivoluzione di febbraio nel 1917, ( la prima rivoluzione nota come dei menscevichi, quella di ottobre sarà la definitiva, quella dei bolscevichi ) e quindi inchiesta e processo, invece la destinazione “punitiva” permise  al granduca Dmitrij ( uno dei pochi Romanov ) di  fuggire all’estero.
È il caso di dire : … E che uova  !

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One Response to Le uova dei Romanov. Rasputin

  1. Silvia says:

    Buongiorno,

    Sono la Responsabile Comunicazione di Paperblog Italia e vorrei farti conoscere il servizio Paperblog (http://it.paperblog.com), che ha la missione di individuare e valorizzare i migliori blog della rete. I tuoi articoli mi sembrano adatti a figurare nelle rubriche di Cultura, Storia e Curiositù del nostro magazine e mi piacerebbe che tu entrassi a far parte dei nostri autori.

    Sperando di averti incuriosito, ti invito a contattarmi per ulteriori chiarimenti,

    Silvia

    silvia [at] paperblog.com
    Responsabile Comunicazione Paperblog Italia
    http://it.paperblog.com

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