SVVI..ZZEE..RO ? NO ! Europasticcio – by Mauro Negro

bandiera-svizzeraDomanda curiosa :
Ma perché la produzione di orologi meccanici è in Svizzera ? almeno fino a che la Cina non diventerà la fabbrica del mondo ?

Antefatto storico :
Nel 1494 ( due anni dopo la scoperta dell’ America ) Carlo VIII di Francia per motivi ereditari si dichiara “ re di Napoli ” successore degli Angiò. Attraversa l’Italia divisa in tanti staterelli senza difficoltà ( la famosa  guerra del gesso )
Ma sulla via del ritorno “ ne prende un sacco e una sporta ” ed è costretto a una fuga precipitosa.
Suo figlio Luigi XII nel 1498 nipote di Valentino Visconti  decide di riprendersi sia Napoli che Milano. In un primo tempo riesce a battere gli eserciti italiani coalizzati ma nel giro di pochi anni perde di nuovo tutto.
Nel 1515 è Francesco Primo figlio di Luigi XII ( quando si dice “ avere la testa di coccio ” ) che decide di riprendere la guerra.
Francesco Primo è un re raffinato amante del lusso e della scienza protettore di artisti e letterati. Aiutò Leonardo da Vinci – cacciato dall’Italia – e questi gli cedette per una cifra enorme il celebre quadro  “ La gioconda ”. La leggenda racconta della morte di Leonardo fra le braccia del re. Sarà Benvenuto Cellini ( cacciato da Roma dal papa per la sua vita “ immorale ” ) a prendere il suo posto e a realizzare le opere che l’hanno reso famoso. ( la celebre Saliera oggi esposta a Vienna)
Francesco Primo vuole risolvere il problema una volta per tutte. Invade l’Italia con un grosso esercito sconfìgge gli eserciti coalizzati a Marigano ( oggi è Melegnano vicino a Milano ). Le milizie mercenarie svizzere chiamate in Italia vengono sonoramente sconfitte. La situazione è definita. O no ?
Carlo V d’Asburgo – imperatore di Spagna ma era nato a Bruxelles e parlava olandese – il re che dichiarava “ sul mio impero non tramonta mai il sole”  entra in guerra contro la Francia. Dal 1515 al 1542 la guerra proseguirà soprattutto in Italia.
Francesco Primo viene sconfitto ( “ tutto è perduto fuorché la vita che è salva ” dichiara ai cronisti del tempo ) e ripara in Francia solo perché lascia nelle mani di Carlo V i suoi figli. Questi interpreta il gesto come esempio di fellonià = gran vigliaccherià.
Durante la guerra Roma viene ripetutamente saccheggiata dai lanzichenecchi di Carlo V. Il papa si salva solo perché le truppe mercenarie svizzere uniche rimaste fedeli si sacrificano per consentirgli  la fuga dentro la fortezza di Castel dell’Angelo. Da allora il papa esige che solo le truppe svizzere abbiano la difesa della sua persona. Cosa che dura fino ad oggi. Il 5 maggio viene ricordato l’episodio col giuramento della guardia svizzera al Papa.

Comunque Francesco Primo muore e sul trono si succedono Enrico II, Carlo IX

Carlo V

Carlo V

e Enrico III uno più debole, inadatto e incapace dell’altro.
Sorpresa:  Carlo V abdica e .. si ritira in un convento come semplice frate a .. costruire giocattoli per bambini. Divide l’impero in due parti principali a nord l’Austria affidata alla famiglia Asburgo , a sud la Spagna che controlla anche l’Olanda e l’Italia, affidata a suo figlio Filippo II. Intelligente ed astuto ma arrogante, prepotente ed intollerante. Riprende la guerra per puntiglio. Affida il governo dell’Olanda a Margherita di Parma sua reggente ( ahi quanti guai provocherà !  ). Ma l’esercito a Mauro Alessandro Farnese duca di Parma ( il miglior generale di quel periodo) e la flotta ad Andrea Doria genovese ma nato ad Oneglia ( l’attuale Imperia ). Riusciranno a dominare su mare e terra.

In Inghilterra un lungo periodo di guerre civili ha devastato il paese ( guerra delle due rose ) alla fine si mettono d’accordo sale sul trono Enrico VIII ( sì quello delle sei mogli ) . Intelligente, cattolico convinto, sposa la giovanissima e già vedova Caterina d’Aragona parente di Carlo V. Vuole la pace e la calma.
Le cose andranno molto diversamente.

Il punto di non ritorno

Anni prima in Germania da una famiglia benestante è nato Martino Lutero. La famiglia lo vuole avvocato. Lui si sottomette. Ma quando è bambino un episodio cambia la sua vita : un fulmine lo colpisce di striscio. Il piccolo resta sconvolto. Cosa vuol dire ? decide di farsi prete. La famiglia non vuole ma è costretta  a piegarsi alla volontà del piccolo e della Chiesa locale. Diventa frate agostiniano. Viaggia molto. Studia. Vede la sofferenza della gente. La corruzione. Viene ordinato prete a Erfurt in Sassonia.

Benzina sul fuoco

In quegli anni papa Leone X Medici decide di costruire una nuova basilica a Roma ( l’attuale San Pietro ) deve essere magnificente. Ma dove prendere i soldi ?
Il papa decide di vendere le “ lettere di indulgenza ” . in pratica chi avesse commesso una grave colpa per un peccato poteva espiare “ comprando” una lettera e presentandosi  pentito al parroco. L’idea è conforme agli insegnamenti del Vangelo ( dare quello che si può )  ma viene applicata male.

La goccia che fa traboccare il…  “ water”

Le lettere diventano una sorta di asta a chi offre di più, i vescovi si piegano alle richieste di chi paga meglio e l’indulgenza viene applicata anche ai morti.
In pratica chi ha più soldi fa quello che vuole.
Martin Lutero non capisce e cerca di dare la sua spiegazione. È un fedele convinto. Scrive le sue tesi. Sono 95. Le espone sulla porta della chiesa.  È il 1517.
I suoi cittadini ( quanti sanno leggere ? ) pensano che sia contro e si schierano con lui. Si dichiarano “ a favore del testo ”  in latino pro – testo da cui protestanti.
Le alte gerarchie minacciano il prete ma lui che è sfuggito al fulmine vede in quella minaccia la volontà divina e si pone a capo della rivolta.
Il papa sottovaluta il problema. Nel 1521 Carlo V tenta una soluzione di forza convoca tutti a Worms per imporre la sua decisone. Ma ottiene il risultato opposto. La ribellione complici la guerra, la fame , la corruzione si estende a tutta l’Europa.
Ognuno vede nell’occasione il motivo , il pretesto, la scusa per regolare antichi, nuovi, pretesi torti diritti, vantaggi ecc..
In molte città è il vescovo ad introdurre il luteranesimo.
Quello che è peggio è che come sempre è la povera gente ad andarci di mezzo.

Ciliegine finali sulla torta

Enrico di Navarra

Enrico di Navarra

In Francia l’erede al trono è Enrico di Navarra ed è protestante. Cambia religione ( celebre la frase
Parigi val bene una messa ) e diventa re col nome di Enrico IV. Con l’editto di Nantes cerca di riportare la calma.
In Inghilterra Enrico VIII è cattolico convinto e ha ricevuto il titolo di “ fidei defensor ” ma si è stufato di Caterina e vuole sposare Anna Bolena. Il papa rifiuta di sciogliere il matrimonio e Enrico VIII si dichiara indipendente dal papa: nasce la chiesa di Inghilterra di cui il re è capo religioso. Il papa lo scomunica. Non gliene importa niente. I sacerdoti vengono nominati dal re e a lui devono obbedienza. Possono sposarsi e divorziare. Chi si sottomette è confermato, chi rifiuta condannato a morte.
( San ) Tommaso Moro amico di Enrico VIII e suo fido consigliere rifiuta e affronta la morte con grande dignità. Enrico VIII si dispererà per giorni al grido “ non è colpa mia. È lui che ha disobbedito al re ”
Filippo II non tollera minimamente la novità, ripristina l’ Inquisizione condanna a morte chiunque non la pensi come lui, entra in guerra, invade il Portogallo, impone la volontà all’Italia e studia come invadere l’Inghilterra.
In oriente i musulmani ( chiamati da un termine locale saraceni ) non aspettavano altro ricominciano la guerra. Saranno Andrea Doria ad ovest e i cavalieri di Malta ad est a sconfiggerli.

Bene.  Insomma  …. la lezione di storia, ma che c’entrano gli orologi e la Svizzera. 
Abbiamo inquadrato la situazione tutt’ altro che allegra.

Invece in Svizzera …
Gli svizzeri si sono resi conto che con la guerra ci rimettono …meglio cambiare economia.
La Svizzera non è una nazione : sono tante zone, staterelli , territori chiamati cantoni. Ognuno ha le sue particolarità. Bene. Decidono di darsi una serie di regole comuni di comportamento. Per il resto ogni staterello, città fa per conto suo. Importante devono difendersi reciprocamente e basta milizie in giro per l’Europa. Ogni cantone avrà le sue leggi nessuno può imporre agli altri le proprie ma ogni persona avrà diritto di stabilirsi dove vuole purché lavori per il bene di tutti.
La Svizzera è povera di materie prime e i collegamenti sono in montagna … quale lavoro può essere utile al prossimo ?
Solo la ricerca e l’artigianato. Turismo e banche sono ancora ben lontane. La ricerca diventerà lo studio, le scuole le università. L’artigianato: la lavorazione dei metalli, del legno e della carta. Lo sfruttamento delle acque con la costruzione di canale e prese di forza per azionare magli e torni ( diventeranno centrali elettriche nel 19 secolo ). Lo sfruttamento delle saline sul Reno nei pressi di Basilea darà vita all’industria chimica.

In Francia il 24 agosto 1597 avviene il massacro della notte di San Bartolomeo a Parigi più di 200 protestanti o meglio di non-cattolici ( o  meglio ancora di indesiderati ) vengono uccisi in nome della religione, il massacro si estende a tutta la Francia più di 20.000 persone muoiono.
I protestanti francesi che – non sono luterani ma si rifanno agli insegnamenti di Giovanni Calvino – e si fanno chiamare Ugonotti sono in pericolo.
Enrico IV viene ucciso nel 1610 da Ravaillac un fanatico cattolico. L’editto di Nantes viene revocato.
Il 5 novembre 1605 a Londra Guy (ma si firmava Guido) Fawkes cerca di uccidere il re di Inghilterra e Scozia Giacomo I Stuart – figlio di Maria Stuarda la regina cattolica fatta decapitare da Elisabetta I sua cugina anglicana – per punirlo di essersi convertito cercando di fare esplodere il parlamento inglese ( La congiura delle polveri ). La repressione sarà terribile.
A Praga in Boemia i potenti locali si rifiutano di prestare obbedienza agli Asburgo di Vienna ed il 29 agosto 1619 gettano da una finestra del castello gli ambasciatori di Vienna ( defenestrazione di Praga ). Comincia la guerra dei trent’anni che devasterà – questa volta – l’Europa centrale: Germania, Olanda e Fiandre.
Peccato il luogo sicuro era proprio: Anversa – centro delle Fiandre dove migliaia di ebrei spagnoli erano fuggiti – si ritroverà spettatrice in mezzo alla guerra
Chi si sente in pericolo – fosse anche solo per avere un lavoro ben remunerato – decide che è bene cambiare aria.
Dal 1400 una comunità religiosa – i Valdesi – sfuggita alle persecuzioni vive sulle montagne e nelle valli della Savoia. La Savoia è un ducato indipendente e i Valdesi sono tollerati. Sono i seguaci di un ricco mercante di Lione un tale Pietro Valdo che colpito dal vangelo si è messo a praticare predicare tolleranza e carità. Lui si dice cristiano ( i cattolici non esistono ancora ) ma si è messo contro la chiesa ufficiale. Per lui solo la fuga in montagna.
Bene l’ideale per chi vuole vivere in pace è raggiungere le ampie vallate fra le Alpi e reinventarsi una professione.
In particolare le vallate che da Neuchatel vanno verso la catena montuosa del Giura. Migliaia di persone più o meno odiate in patria decidono di stabilirsi nelle valli.
Non nelle città : Ginevra è di fatto contesa fra Francia e Savoia e Giovanni Calvino nella sua fuga per la Francia vi ha preso dimora. È tutt’altro che tollerante e socievole. Guai a contraddirlo.
Tanto per chiarire la situazione qualche esempio.
Il medico spagnolo Miguel Serveto cattolico fuggito da Lione cerca rifugio a Ginevra ma verrà catturato per ordine di Calvino e fatto bruciare vivo come eretico. Chi pensava di trovare libertà e socievolezza se ne pente amaramente. A Zurigo la rivolta antipapa è guidata da Ulrico Zuiglio  che si proclama nuovo capo religioso.
Attacca alla guida di un esercito raccogliticcio l’armata imperiale degli Asburgo – che da anni vogliono impadronirsi di Zurigo – e viene sconfitto catturato e orrendamente ucciso. Lutero … ne gioisce e scrive all’imperatore complimentandosi per aver soppresso un pericoloso “ dissidente ” .
In Germania la città di Muntzer viene devastata : gli eserciti dei principi protestanti cingono l’assedio mentre l’attacco finale viene portato dalle armate imperiali cattoliche.
Insomma idee poche confuse  e pericolose.

Nelle vallate svizzere, sulle pendici, vicini ai passi ci sono tanti paesini poche case poca gente tutti contadini ( paysan ) che pensano solo all’allevamento e alla conservazione del latte sotto forma di formaggi.
Altro che cioccolata. Non sapevano neanche cosa fosse.
Questi paesini : Chaux – Le Fond , Saint Imier , Le Locle diventeranno famosi.

Chi fugge sa che ..
1 – non deve rompere le scatole ai nativi. Non fa bene.
2 – darsi da fare.

I fuggitivi non sono gente ignorante forse povera di soldi perché ha perso tutto ( non è detto ) ma sono soprattutto ricchi di fantasia e di inventiva. Hanno studiato. Conoscono la fisica e la meccanica. Sono fabbri, falegnami, carpentieri e poi sarti, tintori, gioiellieri, profumieri, orafi  Hanno il senso degli affari. Sanno che bisogna spendere per guadagnare. Bisogna allearsi con la popolazione locale
Molti nomi di antichissimi case lasciano trasparire l’origine:
Blancpain : il pane bianco non era per tutti era un lusso di pasticceria.
Vacheron : beh.. qui si capisce che accudiva le mandrie
Patek : beh qui non si capisce ma è molto antica

Porteranno le loro abitudini come bere tè e cioccolata ( che a quei tempi era di provenienza spagnola dalle colonie e veniva bevuta sciolta nell’acqua calda ) impereranno a farne panetti col latte. Come facciamo noi oggi. Il latte non mancava. E si guastava. Non c’erano ancora i frigo.
I fabbri cominceranno a fabbricare utensili, sempre utili e richiesti. Il famoso coltellino.
E i locali impareranno che l’ospitalità paga. In tutti i sensi. L’industria turistica nasce per necessità e si sviluppa al punto che oggi ( anche se in forte decadenza ) è un punto di orgoglio mondiale.

I sarti daranno vita all’industria e gli orafi e i gioiellieri a … cosa ?
Eh sì anche loro erano malvisti. Non fa bene alla salute chiedere ospitalità e poi ostare ricchezza.
La lezione l’avevano imparata.
La religione luterana ma soprattutto quella calvinista era molto severa guai a chi faceva sfoggio di oro.
Ci voleva un’idea. Cosa serviva era utile e allo stesso tempo era simbolo di prestigio e ricchezza ? Siamo nel 1600. L’orologio.
Era in metallo pregiato, richiedeva tempo e studio. Nessuno avrebbe contestato l’utilità. Inoltre aveva un mercato in potenziale crescita. Insomma l’oggetto ideale.
Chi voleva un orologio sapeva di dover spendere e di avere un oggetto che rappresentava la storia dell’uomo: la meccanica , l’astronomia e la metallurgia erano condensati in un solo oggetto. Che inoltre erano il condensato di studi compiuti da scienziati invisi al papato. Perfetto. L’oggetto era servito.

I fabbricanti dovevano progettare e costruire tutto il corpo dell’orologio. Gli orologi da polso erano ben lungi dal venire. I materiali erano pregiati perché l’acciaio  era ben lontano dall’esistere. Al massimo c’era il ferro temprato. L’oro era costoso ( come adesso ) ma aveva molti vantaggi. Non  si corrode, resiste bene all’usura del tempo e si lavora molto facilmente e l’oro puro non da allergie alla pelle.
L’oro fonde a 1080 centigradi una temperatura facilmente raggiungibile da una lampada a petrolio. ( per esempio il platino fonde a 1780 centigradi e si deve lavorare con l’uso di una fiamma ossiacetilenica ). Per altro l’oro puro non ha resistenza meccanica ed era necessario usarlo in lega con altri metalli soprattutto il rame. Questo lo rendeva però molto sensibile agli sbalzi di temperatura
Si provò allora con l’argento ( si chiama elettro la lega oro argento) poi col piombo poi … insomma era più un lavoro da alchimisti.
Non solo ma come sanno bene i meccanici c’erano altri due problemi. L’accoppiamento ( frizione in fisica ) fra due pezzi diversi è tutt’altro che semplice. Quello di metallo più “ morbido ” viene mangiato da quello più “ duro ”. Inoltre se i metalli sono diversi fra i due si forma una coppia elettrostatica ( fenomeno allora sconosciuto ) che corrode i due componenti ( quello che succede se in casa si collegano due tubi di metallo diverso senza un separatore di gomma o plastica ). Infine l’attrito che si forma tra le varie parti in movimento richiede l’uso di lubrificante. Tutti problemi che in “ novelli mastri orologiai ” dovevano affrontare e risolvere chiedendo aiuto ai fisici dell’epoca e procedendo per tentativi.

Va be? Mica era pericoloso   … tutt’al più morivano di fame !    … o no ?

Per i lubrificanti c’era poca scelta o grassi animali  ( e l’animale non era molto contento ) o oli vegetali o miscele con petrolio ( alcuni composti sono altamente velenosi : esempio il ricino è una pianta velenosa ). Eppoi le vernici a base di piombo ( ormai vietate in tutto il mondo ) e la lavorazione del vetro ( il quadrante ce lo siamo dimenticato ? )
Fu molto impiegato grazie all’esperienza accumulata il bronzo.
La produzione di un orologio insomma richiedeva un dispendio di energia fortissimo. Inoltre non c’era una rete di vendita né una di assistenza.

Come facevano a vendere tali oggetti costosissimi ?

Gli orologiai più famosi ricevevano i loro clienti nella boutique con grandi onori, ascoltavano le loro richieste e proponevano il modello che era veramente unico costruito solo per quel cliente. Questo dava un congruo anticipo in denaro e aspettava … uno, due , tre anche più anni prima di riceverlo.
Gli orologiai meno fortunati dovevano cercarsi i clienti. E come facevano ?
Giravano ( loro o se erano fortunati mandavano emissari parenti o amici o altri ) per le mostre e per le fiere di città e paesi e decantavano le loro meraviglie. Attenzione avevano un campionario di uno o due prodotti che non vendevano perchè se venduti non avevano più il master per fare le copie.

Il lavoro nei paesini svizzeri era ben diverso da come ce lo immaginiamo. Il mastro spiegava agli allievi il lavoro che NON era pagato anzi spesso i garzoni di bottega pagavano loro per imparare il mestiere.
Era la parte creativa studiare i meccanismi.
Invece i lavori ripetitivi ( una volta fatto il “ masterpiece ” e chiarito tutto il meccanismo  ) erano svolti soprattutto da donne ( vedove o rimaste sole o soprattutto ragazze in età da marito ). Decine e decine di donne che venivano ospitate durante la cattiva stagione dal lunedì al venerdì. Sabato era libero e domenica rigorosamente a messa. Durante la bella stagione tornavano sui monti. In cambio di vitto , alloggio e poca altro dovevano lavorare alla realizzazione dei pezzi oggetto di ripetizione quali tornitura levigatura finitura casse ecc.. pittura dei quadranti. L’organizzazione del lavoro era abbastanza libera. Come orario e scelta del lavoro: ma dovevano consegnare ogni fine settimane un certo numero di pezzi finiti normalmente tre dozzine.
Questo perché le donne sono molto più portate dell’uomo ai lavori di finitura e cesellatura. Questo anche oggi.
Non era mica finita lì. Quando avevano finito il “ lavoro ” dovevano servire in casa del padrone e alla sera o nei momenti liberi ( liberi ? ) cucivano stoffe o per loro stesse – il corredo – o per venderli sui mercati per fare qualche soldo.
Per capire perché accettassero tali condizioni basterebbe un particolare raccapricciante. La vita nei paesini ma in generale in campagna era molto dura. Quando ho visitato Maienfeld è stata ricostruita la casa di campagna di Heidi ( personaggio immaginario ma molto realistico ). La  “ toilette ” era multipla e mista. Incredibile ma perché ? la qualità e la quantità del cibo a disposizione era talmente ….XXXXXXXXXXX     che era normale prevedere  “ toilette ” affiancate e multiposto.
Insomma …
La qualità  degli orologi ovviamente era quella del tempo un errore di 5 minuti al giorno era … un orologio di una grande di precisione.
La grande svolta avviene intorno al 1820. Complice la grande fiera di Philadelphia – USA i costruttori europei si rendono conto che è un bene per tutti costruire modelli in serie ed in particolare i pezzi. Ovvero ogni costruttore si specializzerà in qualcosa : molle , bilanciere , vetri , casse , corone ( ma nel 1820 non c’erano ancora: si usavano manovelle ). Costruirà in serie e le accumulerà in magazzini per poi metterli a disposizione degli assemblatori e poi questi ultimi ai rivenditori. Questo svincola la produzione dal fluttuare del mercato e ognuno può specializzarsi alla funzione che meglio gli si adatta. Per fare ciò è necessario un grande capitale iniziale che garantisca i vari “ costruttori ”: saranno le banche a garantire ciò.
L’industria meccanica svizzera diventa famosa e si conoscere in tutta Europa. Ma i modelli sono molti costosi e molto diversi rispetto a quelli dei giorni nostri. Molti costruttori si trasferiscono in Svizzera es: Breguet . Questi costruttori “ esteri ” non vogliono andare nei paesini vogliono le grandi città : come Ginevra o Basilea. Sono cambiati i tempi. Adesso gli svizzeri guardano con entusiasmo chi viene a fabbricare. Ma ci sono ancora i “ bravi ”
Nel 1846 un bravissimo “ garzone ” decide di mettersi in proprio, riesce ad avere la fiducia dalle banche. Nasce la Ulysse Nardin a Le Locle. Famosa per i suoi cronometri da marina.
Altri costruttori si dedicano invece alla parte pregiata il calibro cioè il motore dell’orologio. Oggi tutti conoscono ( o dovrebbero ) ETA e Valjoux. Ma erano tanti i marchi famosi Lemania, Angelus ecc.. .  Alcuni
sono tanto belli da lasciare senza parole. Invece le case produttrici di orologi avevano meno fama. Esattamente il contrario di oggi. Le case marchiavano i loro pezzi col nome del cliente o quello del rivenditore. Consuetudine che rimase in voga fino agli inizi del ‘900.

Provate oggi a chiedere !

Dopo la prima guerra mondiale sono gli orologi da polso a prendere il sopravvento. Anche i materiali cambiano. Ma soprattutto devono essere piccoli. Solo militari e stravaganti li vogliono grandi. Il contrario di oggi. Anche la Germania ha un’industria meccanica di eccezione e non vuole certo essere seconda alla Svizzera. Ma la prima guerra mondiale picchia duro : oltre alla crisi le imposizioni dei vincitori picchiano duramente sull’industria. Solo quella orologeria si salva. Apprezzata soprattutto in Sassonia ( la patria di Lutero ) a Glashutte.
La seconda guerra mondiale dividerà la Germania in due : la Sassonia distrutta dai bombardamenti sarà assegnata alla DDR e questo segnerà definitivamente la fine di certe produzioni. Le eccellenze saranno riconvertita a fini militari. Solo da pochi anni i costruttori tedeschi di orologi hanno ripreso – complice il ritorno della meccanica – la costruzione di splendidi orologi: peraltro – bisogna rilevare – che sono sopravvalutati e che di mitico-storico hanno solo il nome.

Comunque torniamo al ‘900. Il prestigio della Svizzera continua a crescere malgrado la situazione politica interna sia instabile e più volte il governo federale che aveva sede a Lucerna ( cantone tedesco centrale ma cattolico ) e non aveva ancora l’attuale ordinamento è costretto ad intervenire usando anche l’esercito con funzione di polizia. Nei primi del ‘900 un ricco mercante inglese e un socio tedesco decidono di fondare una casa di orologi a Londra di prestigio importando pezzi dalla Svizzera e assemblandoli in Inghilterra. Ma il governo inglese decide di imporre una forte tassa sulla operazione rendendola antieconomica. I due soci seccati si trasferiscono in Svizzera a Ginevra (per i motivi visti prima) e nel 1904 (quindi non è antica) fondano la Rolex (hoROLogerie EXquisite). Oggi nota in tutto il mondo.
Capitali tedeschi e americani portano a fondare a Sciaffusa la IWC = International Watches Company , col motto Probus Sciaffausen (= il migliore (è) Sciaffusa). Sciaffusa è in Svizzera ma sul confine tedesco.

Ironia della sorte durante la seconda guerra mondiale l’aviazione americana sbaglia obiettivo e bombarda la città distruggendo lo stabilimento IWC.

Comunque nascono i marchi storici: ognuno si lega a un elemento.

La svizzera Heuer (divenuta poi Tag Heuer) si dedica alle corse. È il cronometrista ufficiale della formula 1. decide di costruire qualcosa di incredibile : un cronografo automatico. È il 1969 quando presenta il Monaco. Poi Steve Mc Queen ne farà un simbolo di corse e motori. Una serie lunghissima di modelli sportivi : Autavia , Monza , e l’incredibile  (non a tutti piace ma è unico nel disegno) Silverstone. Oggi il nuovo “ Monaco ” col nuovo calibro è un “ must ” degli orologi sportivi.

L’aviazione francese chiede aiuto a Breguet. E arriva il crono fly – back. O “ Retour en vol” come dicono i francesi.
E la marina francese a Blancpain.
Jan Fleming la celebre spia e poi scrittore inventa il personaggio di 007 James Bond. L’auto, la pistola (la  Walther PPK tedesca) la segretaria (la dolce Monnie Pennie  e il coktail – vodka martini gin agitato non mescolato: “ Vesper plesa shaked not stirred ” – ma in realtà la ricetta originale prevede l’uso del Leblanc al posto del Martini.
Tutti gli elementi che lo contraddistinguono. Dunque ah sì l’orologio: beh nel libro è un Rolex che non esiste, ma nel primo film (in originale  Dottor No ) , per esigenze sceniche ( serve subacqueo ) diventa un Submariner. Ma la fama avanza nei film successivi diventa un meraviglioso Omega multi funzione.

D’altra parte anche il bellissimo Rolex Cosmograph – che tutti chiamiamo Daytona – pare (nessuno conferma o smentisce) sia stato realizzato per contrastare il successo dell’Omega Moonwatch.

Diciamo che il mondo della pubblicità e dell’immagine ha preso molto. Negli anni ’70 arriva l’elettronica e i quarzi. Dopo un primo impatto il successo è enorme. I crono giapponesi (gruppo Citizen in testa) sfornano meraviglie. I crono  surclassano in vendite i vecchi meccanici svizzeri.
È finito un mondo ?
Blancpain esce con un annuncio “ choc ” :  “ non avete mai visto un Blancpain al quarzo. E non lo vedrete mai.” Cessa (ndr: momentaneamente) la produzione.

Ma gli svizzeri reagiscono e studiano un nuovo progetto. Nasce la SWATCH : negli anni ‘ 80 la Swatch è un’icona.
Oggi la situazione è stabilizzata.
I meccanici di pregio hanno la loro fetta di mercato.
Molti marchi sono stati inventati o “ riesumati ” per una parvenza di tecnologia.
Patek Philippe annuncia che rinuncerà al “ Punzone di Ginevra ” : una specie di

Il Punzone di Ginevra

Il Punzone di Ginevra

marchio di superqualità. Perché ? l’annuncio si presta a più interpretazioni.
Anche i “falsi” diventano un fenomeno di massa : resterebbe da capire se in realtà non siano proprio le grandi marche a favorire il fenomeno.
A cui si aggiungono nuovi marchi quasi sconosciuti ai più.

E dall’altro lato i quarzi e gli elettronici. Fino ai satellitari. L’ultimo grido.

Curioso come la storia di un piccolo (o grande) oggetto abbia marciato fianco-fianco a quella dell’uomo attraverso la politica , la religione l’economia … la vita !

Oggi la funzione dell’orologio da polso è quasi inutile. Restano la precisione, la bellezza, la storia : apprezzati da pochi.

Benissimo. Allora si compra un orologio perchè piace. In fondo …

Mauro Negro

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